Quando parliamo di tapparelle, pensiamo spesso solo a un dettaglio funzionale della casa.
In realtà, dietro ogni finestra che si apre e chiude c’è un mercato che in Italia vale oltre un milione di metri quadrati l’anno, e che, negli ultimi vent’anni, ha cambiato pelle più volte sotto la spinta di tecnologia, incentivi e scelte dei consumatori.
📊 Una misura in metri quadrati
Grazie ai dati ENEA sulle schermature solari (dove le tapparelle sono una parte rilevante), sappiamo che nel 2022 in Italia sono stati dichiarati 1,63 milioni di m² incentivati.
Non tutte sono tapparelle, certo, ma l’ordine di grandezza resta quello: tra 1,2 e 1,8 milioni di m² annui installati oggi.
🔙 Dal 2005 a oggi: cosa è successo
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2005–2010: mercato stabile, dominato da PVC e legno; l’alluminio schiumato inizia a guadagnare spazio.
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2015: con l’introduzione delle detrazioni per schermature solari (fino al 65%), il mercato riceve una spinta. La norma di riferimento è la UNI EN 13659 .
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2020–2022: arriva il Superbonus, i volumi toccano il picco. Le schermature passano da “accessorio” a “elemento trainante”.
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2023–2025: con il ridimensionamento dei bonus, i numeri si assestano. Ma la domanda rimane robusta.
🏗️ Il mix materiali (quote indicative su base m²)
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Alluminio laminato schiumato: 40–50% → il vero vincitore degli ultimi vent’anni.
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Alluminio estruso: 15–20% → crescita costante, trainato dalla domanda di sicurezza e grandi luci.
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PVC: 25–30% → in calo rispetto al 2005 (quando sfiorava il 40%).
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Acciaio: 7–10% → nicchia tecnica (serrande, negozi, garage).
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Legno: 1–3% → residuale, scelto solo in contesti storici.
🔮 La tendenza chiara
Il trend è inequivocabile:
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Crescono alluminio schiumato ed estruso.
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Cala il PVC, che resta comunque rilevante.
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Crolla il legno, ormai quasi scomparso.
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Acciaio stabile ma confinato a usi speciali.
👉 In sintesi, il mercato delle tapparelle in Italia sta diventando sempre più metallico: l’alluminio, nelle sue due varianti, copre oggi ben oltre il 60% dei metri quadrati installati.
🚪 Cosa significa per chi compra o produce
Per il consumatore finale significa che la tapparella non è più “solo plastica o legno”: l’alluminio è diventato lo standard di riferimento.
Per i produttori, la sfida è differenziarsi su design, accessori smart e sostenibilità, perché la battaglia del materiale sembra già decisa.
✅ Specifiche dell’articolo
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Mercato considerato: Italia, residenziale + terziario leggero, tapparelle avvolgibili (non serrande industriali).
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Unità di misura: m² installati annui.
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Periodo analizzato: 2005–2025.
📌 Trend in sintesi
In vent’anni le tapparelle italiane hanno perso il legno e parte del PVC, per guadagnare solidità e prestazioni dall’alluminio.
I consumi non calano: oscillano con incentivi e cicli edilizi, ma restano robusti.
Quello che cambia è la distribuzione: sempre più metri quadrati vanno verso l’alluminio.
Questo, per me è un altro tassello di archeologia Industriale, appoggiato alla mia memoria diretta e alla capacità di fare ricerca, e di integrare e leggere i dati.
Spero che il mio background che, grazie all'alluminio mi ha fatto toccare tanti settori, sia una buona credenziale di supporto al mio attuale lavoro di mentore aziendale o, detta in altre parole, una analista organizzativa (transazionale) che, dopo una analisi del contesto, propone progetti personalizzati volti a far emergere consapevolezza, fiducia, senso di appartenenza e talenti nelle persone e a migliorare l'energia in azienda.
Se sei interessato chiedi di più a: rosa.mariani@pinksolution.it
Articolo editato il 28-8-2025