Parlare di alluminio, per me, non è più un mestiere: è un po’ come andare a trovare un vecchio amico.
Oggi faccio la consulente e mentore ad indirizzo Analitico Transazionale, eppure quando mi capita di riaprire i cassetti della memoria industriale, lo faccio con lo stesso gusto con cui altri si dedicano alla filatelia o al giardinaggio. È un hobby, un divertimento.
E allora mi sono chiesta: se negli anni ’90 la grande partita era dove si produceva l’alluminio primario (e l’articolo che ho scritto su quel tema ha acceso un bel confronto internazionale), oggi quale mappa potremmo guardare insieme?
La risposta è arrivata da sola: le linee di verniciatura in continuo, quelle che danno al metallo non solo protezione, ma anche immagine, colore, identità.
🌍 1. Geografia del colore
Negli anni ’80-’90 ogni Paese europeo aveva più di una linea. Italia, Svizzera, Francia, Germania, Spagna... Il metallo correva veloce e veniva “vestito” vicino a dove nasceva.
Oggi restano delle isole di competenza.
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In Italia resistono realtà come Novelis a Bresso (due linee, una liquido e una polvere, se ricordo bene fino a 1750 mm), Varcolor a Quinto Vicentino, ex Otefal (ora LuxeCoat) a L'Aquila, ARV a Valdarno, Alusteel Coating a Somaglia, Lodi, Origoni Zanoletti a Trezzano S/N, AluCoating (polvere) a Corzano, Italcoat (3 linee per il sottile) a Caserta, Overland a Mediglia, VIV Decoral con il suo nuovo impianto e Almeco che vernicia lucido. MetalCoat (ex Plalam) a Bernareggio. E-Coils a Polla, Salerno e forse qualcuna che non mi viene in mente.
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In Svizzera troviamo Metalcolor a Domdidier, Metalpaint a Menziken, e l’ex Alcan Rorschach, oggi parte di Amcor, che continua a verniciare foil per il packaging.
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In Spagna convivono Alucoil a Miranda de Ebro, specializzata nel coating a polvere per l’architettura, e Bancolor Baux a Elche de la Sierra, con una linea dedicata soprattutto al nastro per tapparelle. Accanto a queste, se ricordo bene, operano anche altri due impianti di verniciatura in continuo, meno noti ma altrettanto importanti per il tessuto industriale locale.
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In Grecia è attiva Elval Colour a Oinofyta, con linee larghe fino a 2200 mm.
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In Repubblica Ceca opera Metal Trade Comax a Velvary.
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In Olanda resiste Euramax a Roermond.
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In Germania, le storiche linee della VAW sono confluite in Hydro (2002), mentre a Singen le linee Alcan per i pannelli compositi (Alucobond, Alucore) lavorano oggi sotto 3A Composites.
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In Norvegia ci sono due linee a Holmestrand (Hydro).
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In Francia le eredità Pechiney si ritrovano a Neuf-Brisach (Novelis) e Merxheim (Arconic); a Montataire la linea Rhenacoat è stata chiusa nel 2004, mentre ad oggi opera ancora ACTEGA Rhenacoat a Glaire e la ex Otefal ora Miralù a St, Etienne.
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In Turchia, infine, il gruppo Kibar (Assan Alüminyum) gestisce una linea moderna entrata in funzione nel 2013. Maggiormente dedire ai propri pannelli possiamo citare anche System Aluminium Stcbond e Alitech Bond che verniciano anche conto terzi.
Il quadro che emerge è chiaro: l’Europa non è più il baricentro mondiale del primario (oggi la Cina è in testa per volumi), ma mantiene una presenza importante e in crescita. E soprattutto, resta un hub strategico della finitura: qui si colora, si decora, si dà immagine all’alluminio.
🕰 2. Memoria e continuità
C’è anche un lato da “archeologia industriale”.
Alcune linee sono scomparse: penso a Rhenacoat a Montataire, chiusa nel 2004, o ad altri impianti minori italiani. Altre hanno cambiato più volte casacca: Otefal a Sulmona, passata di mano dopo affitti d’azienda e vicissitudini varie, oggi è LuxePerfil, ma la linea in continuo funziona ancora, sia a liquido che a polvere.
Ogni stabilimento che resiste è come una radice viva che porta avanti un sapere industriale.
Non si tratta più solo di “verniciare coil”, ma di conservare competenze e professionalità che altrimenti andrebbero perdute.
E qui c’è un messaggio importante: se il primario ha cambiato geografia, il coating è rimasto un’arte europea. Non una reliquia, ma una specializzazione che ancora oggi ha senso e prospettiva.
🎨 3. Dal metallo nudo all’identità visiva
La verniciatura in continuo non è solo protezione anticorrosiva. È il passaggio in cui l’alluminio diventa immagine e cultura visiva.
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Senza coil coating non avremmo lattine colorate e resistenti,
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pannelli architettonici che sfidano sole e pioggia,
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né packaging medicale, dell'industria dei cosmetici e alimentare sicuro.
È lì che il metallo smette di essere materia anonima e diventa messaggio.
Un po’ come dire: il primario è un seme promettente e il coating è l'apice dello sviluppo con tanti passaggi intermedi di cui magari parlerò un'altra volta.
E in questo l’Europa ha ancora molto da dire, perché qui il “saper fare bello e durevole” non è un lusso, è una tradizione industriale.
🔑 Conclusione
Mentre scrivo mi viene in mente una frase che uso spesso nel mio lavoro di oggi:
“Ciò che resiste racconta di noi più di ciò che è scomparso.”
Ecco, guardare le linee di verniciatura in Europa è un po’ questo: capire che, pur in mezzo a fusioni, acquisizioni e traversie, ci sono fili che non si spezzano.
Se acete bisogno di una modifica al vostroimpianto e una nuova linea di verniciatur o anodizzazione Luigi Pozzoli offre consulenze di valore.
Se nonostante gli aiuti via Linkedin ho dimenticato qualche nome,vi prego di farvi avanti.
L’alluminio resta un filo conduttore che unisce competenza industriale e memoria personale.
Se volete farmi arricchire la tabella che ho costruito delle linee di verniciatura in Europa, in questa mia pausa estiva, con qualche nome aggiuntivo e relativa località o dovete segnalare qualche errore, scrivete a rosa.mariani@pinksolution.it