Quando si parla di social, in ambito aziendale, oggi si parla di Linkedin, cioè di una piattaforma professionale che ha oltre 645 milioni di utenti nel mondo in oltre 200 Paesi.

In Italia il numero di aggira sui 13 milioni di utenti con un’altissima percentuale di decision maker.

Alcuni ritengono, a torto, che Linkedin sia solo una piattaforma vetrina per chi cerca talenti o per chi cerca nuove opportunità lavorative.  Intendiamoci, lo è, ma non è solo questo: è molto di più.

Una rete di contatti sempre aggiornata

Per un manager, Linkedin è un modo per tenere la propria rete aggiornata, per avere i contatti sempre sotto mano, per seguire gli spostamenti da un’azienda all’altra, per capire chi, tra la nostra rete, ci può presentare una persona che ci interessa raggiungere.

Linkedin in ci informa sul nostro business: oltre 130 milioni di articoli vengono postati ogni settimana.

Per i commerciali, opportunamente formati all’uso, è anche un modo per generare nuovi contatti e nuove vendite.

Ecco allora che. Non solo un’azienda deve avere la sua pagina aziendale, completa e aggiornata, ma deve anche creare delle “Linee Guida” che dicano chiaramente ai dipendenti che desiderano essere presenti sulla piattaforma, che qualora la loro figura venga associata a quella dell’azienda, sono tenuti a seguire determinate linee guida perché, l’azienda – va dichiarato apertamente – considera Linkedin, uno strumento di lavoro.

Una presenza imprescindibile per le aziende

L’azienda deve dare indicazioni precise su tutto quello che comunica l’immagine aziendale (e ricordatevi che tutto comunica).  A partire dalla foto (sorridente, accogliente, professionale) fino ad arrivare al ruolo comunicato che non può essere arbitrariamente deciso dal dipendente.

I profili direttivi devono tutti essere presenti e il profilo deve essere steso con cura, tenendo in considerazione il disegno armonico che l’azienda vuole comunicare.

E’ importante creare dei tutorial che insegnino ai dipendenti come usare lo strumento, quali implicazioni ci sono per l’azienda a fronte di determinarti comportamenti, consapevoli o meno.

Per alcuni ruoli è importante tenere in privato i contatti, per altri potrebbe essere negativo e dare un’immagine di mancata trasparenza, per altri tenerli “in chiaro” è assolutamente positivo. Anche in questo, deve essere l’azienda a decidere.

Governance vuol dire comunicare correttamente

Il ruolo da indicare deve essere regolamentato dall’azienda. “Sales Manager” , pur non essendo “Sales Director” può infatti dare l’impressione in esterno di avere “assunto” un nuovo Direttore Vendite, perché gli altri commerciali, per esempio, si sono qualificati con “Area Manager” e, il “Sales Director”  non figura o – peggio – ne figura uno che, pur non essendo più in azienda, non ha aggiornato il profilo.  Il ruolo, in Italiano o in Inglese, va definito.

Importante quindi anche regolamentare il comportamento in caso di cambiamento di ruolo, promozione e cessazione del rapporto.

Linkedin sono le nuove pagine gialle, ma sono in grado di dirci molto di più. Inutile che stia quindi a dirvi che vedere cinque responsabili del personale, con descrizione dei ruoli variegate, ma che non riescano a dirci con chiarezza chi è al vertice e come è organizzata l’azienda sul lato risorse umane, non fa una bella impressione. Come minimo fa pensare a una bella dose di confusione.

E’ bene anche indicare un referente in azienda a cui il personale si possa rivolgere in caso di dubbi sull’uso dei social. Un referente che sappia subito rimandare al giusto tutorial.

Anche questo è trasformazione digitale

Trasformazione digitale vuole dire anche questo. Vuole dire che i social esistono nella nostra vita e in quella dei nostri dipendenti, clienti e fornitori e non possiamo continuare ad ignorarlo.

Il tuo consulente Chief Digital Officer ti saprà consigliare per il meglio aiutandoti a gestire una Governance in cui l’azienda sia consapevole.

Ricordiamoci che tutto comunica, anche la mancata “governance” dell’agire dei nostri dipendenti sui social ed il loro associare il loro profilo alla nostra azienda.

Tutto è una decisione: anche non decidere. Spesso, non è la migliore decisione. Uno dei dirigenti della prima multinazionale in cui ho lavorato diceva che se guardi un problema abbastanza a lungo senza fare nulla, prima o poi si auto-risolverà o qualcun altro se ne occuperà al posto tuo. Continua ad essere parzialmente vero, perché per la velocità in cui si muovono le cose oggi, il monito è di stare attenti che, quel qualcun’altro che se ne occuperà, non sia il tuo concorrente, lasciandoti poi senza alcun problema da risolvere.

Ogni settore ha le sue esigenze

Ogni tipologia di settore ha il suo social. Quello oggi descritto qui vale per l’industria metallurgica e per qualche azienda downstream che utilizza alluminio nella sua produzione. Governance di Linkedin, e la richiesta di non abbinare l’azienda al proprio nome su altri social, può essere sufficiente. Per altri settori, che vanno più verso l’audience presente su altri social, può essere necessario fare linee guida dettagliate social per social.

Per brand di grande rilievo viene infatti consigliato anche di avere una procedura di crisi. Avrete sicuramente in mente grandi scandali del mondo della moda per campagne pubblicitarie fatte senza indagare bene la cultura locale e che sono stati recepiti da qualche mercato, come quello Cinese, con grande rumore, causando enormi perdite di fatturato e chiusura di punti vendita.

Culture diverse, diversi approcci

A questo proposito, per chi vuole cimentarsi in Cina, ricordo che avvalersi di una consulenza specialistica potrebbe essere una buona idea.

Trasformazione digitale significa molte cose, come avrete sicuramente iniziato a comprendere e non possiamo pensare di scegliere un dipendente a caso (che fino a ieri ha fatto altro e senza formazione specifica) e metterlo a orchestrare tutto questo. Potremmo incappare in inconvenienti perlomeno antipatici.

Riassumiamo i punti

  • I social esistono e non possiamo prescindere dalla loro esistenza.
  • La presenza sui social va governata.
  • I dipendenti vanno formati all’uso corretto e consapevole di questi strumenti
  • Linkedin è uno strumento di lavoro

Mia mamma avrebbe detto “chi fa da sé fa per tre”, ma in questo caso, ve lo posso garantire, sono talmente tante le cose da sapere che, chi si fa aiutare si risparmia una marea di grattacapi.

 

 

Autore: Rosa M. Mariani – rosam.mariani@pinksolution.it

Consulenza Strategica – Chief Digital Officer – Metodo Digital Building Blocks

Esperta nell’efficientamento di processi organizzativi e di vendita nel mondo dell’alluminio

“Piantiamo il seme che,  se opportunamente innaffiato, genera sviluppo esponenziale”

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