Da un giorno con l’altro, il “blah blah” dei mezzi di comunicazione ha abbandonato completamente il tema Covid per concentrarsi, sul conflitto con Ucraina, da quando cioè il 28 Febbraio è iniziato.

E’ evidente che l’invasione armata di un popolo in pace, genera una presa di posizione di protezione, a favore di queste persone costrette, loro malgrado, ad abbandonare le abitazioni, i risparmi, la sicurezza, i loro cari, per incamminarsi, nel gelo, con bambini ed animali al seguito, spesso sulle spalle, verso un futuro incerto, da profughi.

Quello che mi colpisce è che sono pochissime le voci che si levano per illustrare il punto di vista di Putin, nessuna che dica quando spavaldo sia stato il presidente dell’Ucraina nel negare alla Russia relazioni diplomatiche che la rassicurassero. Pochi che parlano di quanto la politica estera, non solo italiana, ma dell’intera Europa sia stata inesistente, lasciando, dal 2014 ,che si creasse una escalation che ha portato a quello che sappiamo.

Si parla di mediazioni di pace, ma quale trattativa conoscete che abbia avuto successo, in cui ci si presenta al tavolo dei negoziati senza la disposizione ad un ascolto attivo, a vedere le ragioni dell’altro? Io nessuna.

Negoziare per la pace

Negoziare significa per prima cosa capire bene, avere ben chiaro l’obiettivo dell’altro, anche l’obiettivo sotteso, non dichiarato, il suo dolore. Negoziare significa anche mostrare qualcosa che faccia parte del proprio dolore. Negoziare significa stare nella lucidità dell’abbandono della rabbia.

Capisco, ovviamente, che sia difficile, con le bombe che cadono sul tuo Paese, non essere arrabbiati, ma il nostro punto di vista, europeo, non deve prendere parte fornendo armi, fornendo supporto militare. Altrimenti, come possiamo dire alla Cina che non deve fornire armi e supporto militare?

Insomma, quello che c’è in ballo è molto di più dell’invasione dell’Ucraina (ex territorio sovietico, di cui Putin si sente depredato, giusto per…).

Le centrali nucleari più grandi di Europa che si trovano in Ucraina sono una fonte energetica importante, che tutti ricordiamo essere “Russe”

Vi ricordate il disastro di Chernobil? Come ve lo ricordate? COme un disastro Ucraino? Certo che no!

Putin e Zelenskyj

Putin ha tollerato il separatismo, ma il continuo discutere sull’ingresso dell’Ucraina in Europa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.  Penso che Putin abbia provato in tutti modi a dire a Zelenskyj che non avrebbe tollerato di avere truppe NATO a ridosso dei suoi confini e penso che la giovare età di Volodymyr Zelanskyj, e di tutto il suo altrettanto giovane seguito, gli abbia fatto sottovalutare la situazione e, non escludo, modi orgogliosi, per non dire arroganti. Perlomeno nella percezione di un sovietico ex KGB.

Non sono uno storico, non sono un politico, non sono niente, ma mi pare sinceramente preoccupante, seguire Zelenskyj in questa sua continua istigazione del mondo ad entrare nel conflitto. Per me, i negoziati di pace, dovrebbero iniziare parlando con lui. Forse se il popolo Ucraino avesse la percezione che quel che sta accadendo adesso potrebbe (ho detto potrebbe) essere imputabile a lui, ai suo atteggiamenti, alle avventate dichiarazioni, alla sua giovane arroganza, farebbero entrare le truppe sovietiche senza opposizione e gli consegnerebbero la vera causa di questo conflitto: i nuovi giovani governanti.

Dalla parte del torto

Va bene, forse ho esagerato. Chi sferra un cazzotto, anche se nella teorica ragione della discussione verbale, ha torto.

Ha torto Putin. Ha torto Zelenskyj. Ha torto l’Europa e hanno torto gli U.S.A. che ritengono che la democrazia, possa essere esportata con le armi. Hanno torto gli U.S.A. che ormai, troppe volte, hanno costruito a tavolino una opinione pubblica che appoggiasse una ragione ad invadere, diversa dalla reale ragione. (Vedi Iraq).

Se tutto questo è vero (e ormai sappiamo che lo è). Se anche all’interno dell’occidente, che pur ben conosciamo, cadiamo in equivoci enormi, cosa ci fa pensare che in questo conflitto Russia-Ucraina, noi capiamo veramente come stanno le cose? Cosa ci fa pensare che sia una guerra un cui entrare?

La mia posizione è chiara: aiuti umanitari, cibo, ambulanze, medici ma non armi, a nessuna delle due parti. Anche le sanzioni per me sono al limite. Vogliamo mettere in difficoltà il conflitto perché termini? Embargo e sanzioni a entrambe le parti, con manica più larga per chi è bombardato, ma embargo ad entrambi.

Un conflitto mondiale

Un conflitto mondiale sarebbe l’ultimo e questo, che è mascherato da Ucraina-Russia, è una guerra di equilibri tra superpotenze. Mi auguro che tutti (ma proprio tutti) pensino e ripensino molto bene a ogni singolo gesto e ad ogni singola parola che useranno in questo frangente.

 

 

Autrice: Rosa M. Mariani – rosa.mariani@pinksolution.it

Scrittrice  e  Mentore  | Esperta industria dell’alluminio e industrie correlate | Esperta processi organizzativi e di vendita