E’ ormai innegabile che lo skill più richiesto negli anni a venire sarà la “never ending learning attitude“, la così detta capacità ad apprendere in maniera costante. L’adattabilità al cambiamento, la capacità di apprendere, saranno indispensabili perché il mondo attorno a noi sarà caratterizzato da costanti, repentini, imprevisti cambiamenti.

La tecnologia inoltre sarà in costante evoluzione e, per quanto questa ci possa facilitare – e di molto – le cose, è necessario investire ore di formazione al suo utilizzo, e la formazione è spesso in Inglese. Anche in questo, oltre a quanto già detto in precedenti articoli, il Chief Digital Officer può essere di aiuto alle aziende, perché porta la sintesi della sua esperienza formativa, nella linguaggio del cliente, facilitando di molto l’adozione dei mezzi che porteranno ad una nuova più fluida ed efficace organizzazione, dai notevoli risultati.

Vi invitiamo a guardare i nostri tutorial su Pink Solution Channel per farvi un’idea di quanto, già gli strumenti basilari qui indicati, possano ribaltare l’organizzazione del lavoro per il meglio.

La curiosità è il motore dell’innovazione, ma, la curiosità, chi non ce l’ha, non se la può dare. Ecco perché, le “stelle del cambiamento” saranno sempre più cercate dalle aziende.

Le vere “Star of Change” non possono essere assunte come dipendenti perché, primi tra tutti gli altri, hanno acquisito il concetto che delineerà il lavoro del futuro, un lavoro basato su nuovi modelli organizzativi dinamici.

L’uomo al centro

Il nuovo concetto non prevede l’affitto di un tempo, ma un Job to be done, alla fine del quale, il Chief Digital Officer, o qualsiasi altro nuovo professional, cambierà azienda per aiutare nuove organizzazioni a darsi un nuovo assetto, ad acquisire nuovi strumenti e a formarsi alla nuova concezione del lavoro.

Nel mondo, in molti, vedono questo modello organizzativo formarsi, io stessa ne ho fatto esperienza in un’organizzazione no-profit, Frederic Laloux le chiama organizzazioni Teal, ma molti altri ne parlano, per il semplice fatto che si tratta di descrivere quello che sta già avvenendo, nella realtà, per un processo evolutivo del genere umano.

L’organigramma reale, in qualsiasi azienda, è una ragnatela di relazioni informali. Purtroppo ci ostiniamo a forzare su questa rete una struttura piramidale, a volte (anche peggio), matriciale, che distorce il flusso naturale del lavoro.

Guidati dal desiderio

Il cuore di tutto è il desiderio. Finché l’essere umano aveva come desiderio dominante quello di sostentarsi fisicamente, il modello che prevedeva di fornire una retribuzione in cambio di danaro e conseguentemente cibo, famiglia, andava bene.

La fase successiva è stata quella in cui a governarci era il desiderio di fama, sapere e ricchezza e, da lì la forsennata corsa competitiva che abbiamo visto ma che ci ha lasciati totalmente insoddisfatti. Appagati lo spazio di un secondo per poi tornare ad ad essere famelici, con un grande senso di vuoto interiore. Oggi, il desiderio che ci muove, è quello di stare bene con se stessi, stare bene nelle nostre relazioni con gli altri e contribuire con i nostri talenti alla società cui aneliamo appartenere. Per questo le community hanno grande successo.

Riassumiamo

La società corre, evolve velocemente e abbiamo bisogno costantemente di imparare o, perlomeno, ci serve essere in relazione con persone che abbiano questa attitudine.

La nostra esca non può più essere il denaro ed è per questo che, se vogliamo attirare talenti, dobbiamo lavorare sulla nostra brand reputation, sulla nostra immagine, aziendale o personale che sia.

Se l’uomo ed il suo desiderio di dare i propri talenti è al centro del nuovo mondo, allora dobbiamo facilitare il cambiamento in questa direzione per accogliere i doni che ci sono destinati.

Chiamateci per farvi dare una mano!

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