Il digitale non ha lancette, ma il tempo passa ugualmente e il rischio è che poi sia troppo tardi.

Verrebbe voglia di pensare che in questo momento introdurre il digitale distrarrebbe delle risorse oppure che sposterebbe l’attenzione del personale dalla crisi di oggi, ma invece è proprio la necessità di organizzarsi in modo da saper fare fronte alle emergenze, ai cigli neri, il punto.

Il punto è smettere di lavorare correndo dietro alle urgenze. Stiamo parlando di darsi un’organizzazione, e dei mezzi, che consentano di reagire in modo repentino a qualunque avversità.

Come far collimare la mancanza di tempo, le urgenze che stiamo vivendo e l’avvento del digitale?

1.

Identifica una persona di fiducia per svolgere il ruolo di C.D.O. (Chief Digital Officer) nella tua azienda, una persona che già sappia orientarsi bene in questo ambito e che abbia tutti i contatti necessari per portare in azienda le migliori expertise.

Fai in modo che questa persona conosca già il tuo settore in modo che le cose da spiegare saranno peculiarità specifiche e non l’intero mondo a cui la tua azienda appartiene. Se proviene dal tuo settore o da un settore attiguo: ti faciliterà il lavoro di molto.

2.

Assicurarti che ci sia una sintonia comunicativa con questa persona, perché poi dovrà interagire con tutte le funzioni aziendali e trasmettere, sia il tuo messaggio, che la passione per “il mondo che verrà” col digitale e, capirsi velocemente, facilita le cose.

3.

Considera che i primi due-tre mesi serviranno al C.D.O. per fare un’assessment del punto di partenza dell’azienda sul lato digitale e mappare i processi. Preparati quindi a spiegare agli stackeholders, il ruolo che il Chief Digital Officer avrà in azienda e la necessità che avrà di interfacciarsi con ognuno di loro, chiedendone una disponibilità pro-attiva.  Se anche ingaggerai un C.D.O. esterno (un consulente), e quindi lavorerà prevalentemente da remoto, sarà importante che le persone chiave dell’azienda, quando contattate, si rendano disponibili per rispondere a domande o per poter organizzare riunioni di stato di avanzamento o altro.

4.

Dall’assessment si disegnerà un progetto, legato alla strategia proposta e decisa, in base alle aree desiderate di miglioramento, e solo da quel momento si designerà un team a supporto che faccia da veicolo per l’iniezione di nuova mentalità che è necessario far fluire in tutta la parte dell’organizzazione coinvolta nel progetto specifico, per prima, e poi in tutta l’azienda.

Non parliamo di molte ore per il team digitale. Qualche riunione nelle quali le persone investite dell’essere parte di un team digitale, verranno informate e coinvolte su  cosa si sta facendo, come lo si sta facendo, perché lo si sta facendo, specificando cosa si chiede loro, in modo che queste informazioni si diffondano all’interno dell’azienda, cominciando ad inserire un agente di cambiamento.

Il digitale si evolve velocemente e sono sempre di più le industrie, anche nel settore metallurgico, metalmeccanico e dell’edilizia, ad intraprendere cambiamenti organizzativi legati all’implementazione digitale, traendone grandi benefici.

Quindi anche se non hai tempo, trova il tempo.

Potresti renderti conto che il tempo che non hai trovato tu, lo hanno trovato altri e che il divario che si è venuto a creare tra la tua azienda e la concorrenza, è talmente ampio, da farti rischiare la sopravvivenza.

A quali domande risponde il digitale?

C’è un ordine delle cose che va mantenuto. Non puoi quindi chiedere di rifarti il tetto se non hai ancora eretto la casa. Per il digitale è la stessa cosa. Le domande che ti elenco di seguito possono tutte trovare risposta in una prima fase di cambiamento verso il digitale. Altre domande, devono necessariamente trovare la loro risposta, in una fase successiva di implementazione (ricordi il tetto? la casa?)

  • Come trovare nuovi clienti sfruttando il digitale?
  • Come misurare i clienti acquisiti on line e off line?
  • Dall’acquisizione di un nuovo contatto, come allineare e potenziare le funzioni Marketing e Vendite e Assistenza Tecnica tramite strumenti digitali?
  • Come vendere di più?
  • Come reperire nuovi finanziamenti?
  • Come validare una nuova idea progettuale?
  • Come lanciare un nuovo prodotto a mercato?
  • Come gestire e migliorare i miei processi di vendita, in line e offline per costruire una relazione di valore con il cliente?
  • Come attrarre talenti attraverso la digitalizzazione?
  • Come costruire un e-learning aziendale che tenga traccia del diverso livello di apprendimento delle persone?

Anche i primi due-tre anni di cambiamento digitale non hanno lancette

Ti ritroverai però a correre molto più veloce di prima, già alla fine del primo anno se la tua organizzazione avrà tenuto un ritmo serrato. Ti ritroverai anche con personale molto motivato. La ragione per cui attribuiamo un lasso di tempo di questo tipo al cambiamento prende in considerazione due aspetti:

  • Meglio fare una implementazione alla volta e non tutto assieme rischiando il caos organizzativo e il “burn out” delle persone coinvolte
  • Serve cambiare il “mindset” interno all’azienda ed è una cosa per la quale ci vuole tempo.

Dal nostro punto di vista, nella fase dell’implementazione, un C.D.O. esterno consente di tenere il ritmo che si desidera perché, lavorando per più aziende, ha un pressing di tipo diverso e riesce ad adattarsi all’azienda. Inoltre, ha un costo decisamente diverso da un Chief Digital Officer, assunto a tempo pieno.

Chiunque quindi può decidere di affrontare il cambiamento necessario ad abbracciare le nuove tecnologie e ad allinearsi alle nuove esigenze del mondo esterno, facendosi accompagnare da una “guida”

Serve solo prendere la decisione e cominciare.  Comincia chiamandoci.

 

Autore: Rosa M. Mariani – rosam.mariani@pinksolution.it

Consulenza Strategica – Chief Digital Officer – Metodo Digital Building Blocks

Esperta nell’efficientamento di processi organizzativi e di vendita nel mondo dell’alluminio –

“Piantiamo il seme che,  se opportunamente innaffiato, genera sviluppo esponenziale”

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