Sembra un binomio stridente e, infatti, la formazione digitale è un problema perché la tecnologia è molto avanzata ma poche Università sono al passo con le necessità del territorio industriale.  Le aziende metalmeccaniche, principalmente, pensano che il tema, ancora, non le riguardi e, di fatto, esiste un vuoto formativo e un’arretratezza di mezzi digitali all’interno dell’industria Italiana.

Mi rivolgo in particolare alla “mia” industria di riferimento, quella in cui ho fatto esperienza negli ultimi trent’anni, quella per la quale “vedo” tutte le applicazioni possibili. L’industria che prediligerei aiutare.

L’industria Italiana della laminazione, verniciatura e anodizzazione dell’alluminio. L’industria della lavorazione dell’alluminio e dell’estrusione dell’alluminio, ma anche le aziende per le quali l’alluminio è una delle principali materie prime o l’industria della laminazione e verniciatura dell’acciaio, con le quali pure ho avuto un’esperienza quinquennale, hanno bisogno di una mano per comprendere quale valore aggiunto può portare il digitale anche nei loro ambiti.

Infiniti campi di applicazione per il digitale

I progetti che possono essere portati avanti sono infiniti. Voglio citarne uno a cui nessuno pensa mai: usare le blockchains in alternativa al metal hedging, aumentando sicurezza, affidabilità e velocità  oppure il crowfonding per lanciare un nuovo prodotto a mercato.

E’ possibile rendere più effettivo il lavoro dei venditori, ottimizzando il loro operato costruendo team che prevedano anche un marketing ed un servizio post vendita, che lavorino all’unisono aiutati da un CRM.  Serve strutturare un team con un nuovo modo di vedere le cose.

E’ possibile, per chi guida aziende o reparti, avere dashboard che diano in tempo reale il polso della situazione e delle singole attività. Un controllo che però consenta la delega e quindi conferisca velocità ai processi aziendali. La reportistica ormai è obsoleta, se non porta ad una dashboard che non dipenda dal singolo nell’aggiornamento manuale di un foglio excell cui, lo sappiamo bene, serve sempre mettere la famosa “pezza” per far quadrare i numeri.

Il recruiting oggi, anche di figure importanti, non dovrebbe più rappresentare un problema, visti gli strumenti a disposizione, ma nella realtà, si conta ancora sulle conoscenze ed il passaparola, perdendo, in questo modo, le migliori opportunità.

Investimenti nel digitale ripagati entro due anni

Le aziende spesso ritengono, a torto, che intraprendere progetti digitali comporti cifre inaffrontabili. E’ vero il contrario. Le cifre sono alla portata di tutte le aziende e l’incremento del costo del progetto è legato – e formalizzato – alla realizzazione di KPI o di Miles Stones concordate. Inoltre, il costo del progetto viene ampiamente ripagato dal sensibile miglioramento dei risultati.

Il Digital Building Blocks, di cui mi pregio fare parte, ha facilitato la creazione, anche un percorso formativo per giovani Digital Tailor, guidandoli nel cammino, certificando l’apprendimento con dashboard che accompagnano lo studente nel suo percorso formativo ed evidenziando i suoi skill migliori.  Il percorso prevede dei “must have” (certificazioni obbligatorie) e dei “nice to have” (corsi facoltativi che migliorano il punteggio).

L’azienda che volesse finanziare un progetto, avrebbe quindi il Chief Digital Officer del suo settore di riferimento (copriamo perfino  il settore orafo con i nostri C.D.O.!!), avrebbe poi un gruppo di sei Digital Tailor che si sono classificati tra i primi 42 studenti in graduatoria a lavorare al proprio progetto (si può scegliere tra sei diversi argomenti/ambiti) e, volendo – lo consiglio – si potrebbero anche scegliere alcune figure tra il proprio staff, con le giuste caratteristiche, da mandare in formazione da noi “in Bottega”, per garantire la futura continuità all’interno dell’azienda.

Ovviamente, nel team di progetto, saranno valutate le specializzazioni che il singolo “apprendista” avrà deciso di implementare (oltre al “must have”) per attribuirlo al progetto in cui possa dare il meglio.

La formazione è, ovviamente, on line, misurabile, documentabile e rimane patrimonio dell’azienda, inteso come un team digitale, per successive implementazioni e per il nuovo quotidiano. Quanto appreso rimane anche patrimonio della persona che intraprenderà il percorso formativo.

Apprendisti digitali “a Bottega” per affinare “il mestiere”

ll progetto formativo è stato studiato come nelle Gilde Rinascimentali.  Esisteva un Mecenate (in questo caso l’azienda) che commissionava all’artista (in questo caso il C.D.O.) un progetto, che poi veniva realizzato nella Bottega dell’artista, dagli apprendisti, sotto la guida attenta dell’artista (C.D.O., Chief Digital Officer).

Digital Building Blocks è una community di aziende e professionisti che collabora per sostenere ed aiutare gli apprendisti a raggiungere l’eccellenza della loro specializzazione, per creare quella formazione nel digitale oggi assente nel nostro Paese.  La creatività dei nostri imprenditori dovrebbe avere esiti esponenziali come accade in altre Nazioni. Noi ambiamo a quello.

Quello che vogliamo portare avanti è un insegnamento in cui formazione e affiancamento, avvengano in laboratori con metodologie e modelli operativi per gestire progetti aziendali reali.

Come ormai sapete, io sono un Chief Digital Officer e Consulente Digitale e Organizzativo, propongo l’affiancamento all’azienda durante le realizzazione di progetti di implementazione digitale, ma, poter portare alle aziende anche una formazione per il loro personale, è sicuramente un valore aggiunto di cui sono molto orgogliosa.

Siate i primi!

Vi inviterei a lasciarmi i vostri riferimenti compilando il nostro form contatti per:

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