Si parla molto oggi di digitalizzazione e di intelligenza artificiale. E’ già capitato, in passato, che una scoperta cambiasse radicalmente l’organizzazione umana. Pensiamo, per esempio, all’impatto dirompente che ebbe la scoperta della macchina a vapore, o dell’energia elettrica o dei personal computer. Mai però, come in questa epoca, abbiamo visto convergere, una serie infinita di implementazioni tecniche e scientifiche.  Intelligenza Artificiale, si, ma anche ingegneria genetica, la banda larga che stravolgerà la comunicazione, l’automazione, i comandi vocali e molto altro.

I progressi della biologia e della medicina, favoriti dalle nuove tecnologie, sono sorprendenti.

Servono Architetti del digitale che possano dirigere il cantiere della trasformazione nelle nostre aziende.

In questo periodo si leggono molti articoli al riguardo. Proprio ieri ne ho letto uno che mi ha fatto sorridere e mi ha fatto pensare a Daniel Pennac. Avete presente ne’ “Il Paradiso degli Orchi”, il suo Sig. Malaussène, che di mestiere, fa il capro espiatorio?

Quel che mi ha fatto fare questo collegamento mentale, nell’articolo che ho letto ieri, è stato il proclama, che, nelle aziende, spetterebbe al direttore H.R. trasformarsi in un esperto digitale.

Non so voi, ma nel mio vissuto, il direttore H.R., ha sempre avuto una grande esperienza umana, grande politico, grande esperienza in tutte le attività classiche delle Risorse Umane.  Grande esperto nell’indossare le casacche richieste dal ruolo: con le maestranze, la dirigenza, i sindacati. La persona più lontana che ci sia – nella maggior parte delle aziende – dal digitale. Senza contare che quello del condottiero digitale, è – a mio avviso- un ruolo a sé.  Gli H.R. però possono, e dovrebbero, farsi portavoce della necessità di introdurre in azienda una nuova figura professionale.

A.D. e A.D. (Architetto Digitale e Amministratore Delegato)

In una cosa concordo, però, con l’articolo da me letto: il responsabile della digitalizzazione (C.D.O.) deve riportare all’Amministratore Delegato o alla Proprietà, agendo trasversalmente su tutte le funzioni aziendali, per indurre e favorire, la creazione della necessaria mentalità. La digitalizzazione significa grandi cambiamenti e le persone devono percepire questo processo come un supporto e non, come un nemico cui fare resistenza passiva. Piccoli costanti cambiamenti per indurre un grande cambiamento in azienda. Le persone, nell’organizzazione, devono collaborare pensando che, un’azienda che investe in questa direzione, sarà presente anche in futuro, mentre le aziende che non lo fanno, sono destinate a scomparire.

Il digitale non cancella i ruoli organizzativi: li trasforma.

Tempo di smettere il lamento e fare la nostra parte

Le nuove generazioni sono nate con un altro livello di pensiero. Con in mano un qualunque device elettronico, a cinque anni, già sanno meglio di noi come usarlo.

I giovani laureati hanno una preparazione incredibile su algoritmi e possibilità di applicarli, e bramerebbero poter avere un lavoro che li facesse sentire realizzati, senza dovere migrare in un altro Paese,  o fare infinite gavette fatte di fotocopie e di obsolescenza.

Nelle nostre aziende c’è la competenza sul business, sul prodotto; c’è la creatività, la memoria sulle ragioni per cui si sono fatte alcune cose, piuttosto che altre. Nelle nostre Università ci sono giovani preparati, talentuosi, pieni di energia.

Quello che serve oggi è un personaggio “ponte” che parli i due linguaggi e che metta in comunicazione azienda e mondo accademico; che metta in relazione l’azienda con professionisti certificati per il singolo segmento di competenza che serve in quel preciso momento del percorso. Un personaggio che abbia la visione delle cose da fare e degli strumenti a disposizione.

Questi personaggi, formati, esistono già, si chiamano Chief Digital Officer (CDO), hanno esperienza di azienda, per i loro pregressi nel settore industriale di provenienza e, sono in formazione permanente, per tutte le applicazioni del digitale nell’industria.

Non si tratta di “portarsi a casa” un personaggio che resti permanentemente in azienda, con una competenza forzatamente limitata al suo ambito di specializzazione, che riporti a qualcuno che non ne capirà il linguaggio perché nativo di un’altra epoca, con una diversa preparazione. Si tratta di avere una presenza, per il tempo concordato settimanale, con un lavoro svolto anche fuori dalla vostra azienda, che sappia attingere ad un team, nella sua rete, che possiede già tutte le competenze necessarie per ogni esigenza del percorso pianificato e che parli entrambi i linguaggi.

E’ un processo che una lenta preparazione

Il C.D.O. è digital anche nella sua presenza. E’ un costo fisso minimo, a termine, che garantisce che ogni azione digitale intrapresa in azienda sia di alta qualità, sia portata avanti dai migliori professionisti, evitando all’azienda di incappare in improvvisati o ciarlatani.   Si tratta di combinare la nostra forza aziendale con la potenza di calcolo, la velocità, il deep learning dei computer di nuova generazione.

Si tratta di combinare l’intuizione umana, con la capacità di calcolo delle macchine; le strategie umane con le tattiche informatiche; l’esperienza umana, con la capacità mnemonica delle macchine.

E’ necessario portare la propria azienda verso la digitalizzazione, perché non appena qualcuno, nel settore che consideriamo ancora non idoneo al digitale, prenderà questa strada prima di noi, noi, che non lo avremo fatto, resteremo indietro. Scompariremo come i dinosauri. Diventeremo archeologia.

State pensando che per il vostro settore è presto?

Veramente non vedete l’applicazione che può avere esaminare, in tempi rapidissimi, lo storico dei vostri dati, calcolando probabilità, trend, e supportandovi nella decisione strategica umana?

Veramente non vedete l’impatto che può avere a supporto della vostra rete vendite e per la vostra crescita aziendale?

Veramente non vedete come la capacità dell’intelligenza artificiale, di leggere una infinità quantità di testi e farne dei riassunti, possa tornare utile alla vostra strategia?

Veramente non vedete la possibilità di portare ad una fiera internazionale, in un nuovo Paese estero, solo potenziali clienti interessati perché pre-registrati sul web ed pre-identificati come sicuramente interessati, con le nuove tecnologie?

Se pensate che decenni di dati accumulati dalla vostra azienda siano spazzatura, o poco più, sappiate che l’Intelligenza artificiale, sa fare la raccolta differenziata!! La quarta rivoluzione Industriale è già iniziata: non restare a guardare.

Per informazioni: rosam.mariani@pinksolution.it

Un libro per approfondire è sicuramente “Guida per Manager nell’era Digitale” clicca quì se sei interessato