Da ormai sei anni il Comune di Milano ospita un’iniziativa che si intitola “Merito e Talento”.  In ogni edizione attribuisce un premio alle donne che si sono distinte come esempi virtuosi nel mondo aziendale.
Questo evento è per noi spunto per parlare del femminile nel mondo del lavoro e vogliamo farlo un po’ contro corrente. E’ noto che le donne vengono utilizzate appieno per il loro talento, ma che i loro meriti, molto spesso, non vengono riconosciuti nel giusto modo.

Merito e Talento

Come diceva Marisa Bellisario, icona di noi tutte, “Solo quando troveremo in un posto di responsabilità una donna stupida, avremo raggiunto la vera parità

La mia storia dimostra che, anche senza essere “figlia d’arte” si può diventare, anche se donna,  dirigente industria prima dei quarant’anni. Un’eccezione però. Uno statistico 5% italiano.

Vorrei fare un’autocritica. Parlo per me, ma parlo anche per moltissime altre donne che si sono affermate in modo coraggioso, in un mondo maschile: abbiamo cercato di essere più brave degli uomini (era indispensabile per venir prese in considerazione), ma abbiamo anche cercato di essere come loro, maschili, aggressive, razionali, competitive. Credo che, sebbene negli anni che abbiamo alle spalle, forse non c’erano alternative, oggi sia necessario che le donne manager portino nelle aziende, nella politica e nel mondo, femminilità, emotività ed empatia.

Una sofferenza dilagante

La mia sensazione è che nel mondo del lavoro, oggi, e già da un po’, ci sia una grandissima sofferenza e che questo sia dovuto alla esasperata competitività che viene richiesta, non solo alle donne, ma in generale.
Questo altissimo livello di competitività ci fa vivere spaventati, in perenne assetto difensivo (o peggio ancora, assetto d’attacco e, inevitabilmente, diffidenti verso il collega, il partner commerciale, il cliente stesso, per non parlare del diverso!). Questa costante competitività, in breve, ci rende infelici.

La gioia e il benessere, l’essere umano, le trova nelle relazioni armoniche, nel dare la propria opera per la collettività, nel venire riconosciuto per il proprio lavoro, nel servire una causa più alta.
Le donne hanno, a mio avviso, oggi, un compito importante: educare i figli, soprattutto i maschi, ad una nuova mentalità e cambiare il modo di relazionarsi in casa, nella comunità, nel lavoro.

Le prime ad auto-squalificarsi, infatti, spesso, sono proprio le donne.

Una grande responsabilità

Le donne hanno un’altra grande responsabilità: hanno il compito di orientare la prospettiva dei valori ricordando costantemente a sé stesse ed ai loro figli e mariti, amanti, amici, che il corpo contiene l’anima per una ragione che è altra dal denaro.

Valorizzare il talento femminile è un obbligo

“Valorizzare e sostenere il talento femminile quale fattore determinante per lo sviluppo dell’economia, dell’etica e dell’innovazione nel nostro Paese è un obbligo” – ha dichiarato Cristina Tajani all’ultima edizione di “Merito e Talento”.

Speriamo che la politica non trascuri la creazione di una rete di servizi che consenta alle donne di lavorare senza dover sbattere figli a destra e sinistra come pacchi. Poter contare su strutture qualificate, e che prevedano di allevare una popolazione amorevole e collaborativa, addestrata ad imparare costantemente, apprendendo sin dalle materne, come migliorare le relazioni armoniche, anziché come vincere l’altro, sarebbe un grande passo.

Avere la facoltà di crescere i propri figli restando a casa

Speriamo che la politica renda possibile anche scegliere di allevare i propri figli restando a casa, magari perché abbiamo letto “Il bambino non è un elettrodomestico” di Giuliana Mieli e desideriamo attrezzare i nostri figli opportunamente.

Un grande evviva a tutte le donne manager che hanno saputo farsi apprezzare in tutti gli ambiti industriali e, ancora troppo poco, nella politica.

Un incoraggiamento a continuare così, preservando le proprie peculiarità del femminile, dell’empatia, dell’accoglienza, della tenacia e della forza interiore.

Se scegliete un consulente, fate in modo che sia donna.

Meglio ancora se è Pink!