Parlare di “crescita aziendale” in questo momento fa pensare ad uno scollamento dalla realtà. Il distanziamento sociale, la pandemia, i problemi degli altri che si sommano ai nostri e che li amplificano.  Innegabilmente stiamo tutti attraversando un momento molto difficile per il nostro lavoro e per i nostri affetti.  Per questo è importante cambiare l’angolazione da cui guardare le cose.

In questo articolo parleremo, in tempi di pandemia, in tempi di disagio, di vecchi argomenti, trattati in modo nuovo e cioè, parleremo di:

  • Cambiamento
  • Problem solving
  • Crescita aziendale
  • Mission aziendale
  • Domande creative

L’equilibrio del cash flow che, l’esempio dello Stato, in questo Paese ci hanno insegnato a mantenere precario, è il dolore più immediato. L’incertezza del non sapere se il materiale prodotto potrà essere spedito, fatturato e incassato viene subito dopo, tra le sofferenze da affrontare in questo momento.

Non pagare i fornitori vuole dire finire in un circuito che farà stringere sempre più il nodo scorsoio attorno alla nostra gola. Non pagare i dipendenti è l’ultima spiaggia perché, devono vivere, e perché abbiamo bisogno che siano motivati e ci portino tutta la loro creatività, tutto il loro aiuto e la loro capacità di problem solving, che si sa, non può esistere in un clima di controllo e terrore.

La nostra mission in questo momento è fondamentale. Soluzione problemi vuol dire capacità di attingere alla parte profonda, quella parte che attiene al perché facciamo le cose.  E allora pensate che, organizzare in azienda tavoli di problem solving, opportunamente guidati, può essere un modo per fare affiorare un sapere sotterraneo.

Crescita aziendale: “le cose non cambiano, noi cambiamo”.

Una massima, questa, che attiene alla scoperta scientifica che la mente umana è plastica e non elastica. Conseguire una nuova prospettiva è un collegamento di sinapsi che permane. Se salgo più in alto sulla collina e vedo cosà c’è oltre il mio abituale campo visivo, quel sapere permarrà in me.  Cambiare è possibile, anche se – per sua natura – l’uomo tende e restare nel costrutto che ha sperimentato essere funzionale alla sua sopravvivenza, al proprio benessere. Il cambiamento prevede una sofferenza mentale ed è per questo che è così difficile farlo.

Crescita aziendale: change management

Una strada percorribile è munirsi di stelle del cambiamento, identificarle all’interno dell’organizzazione e avere attori esterni che ci aiutino ad indurre i processi di cambiamento. Attori esterni che ci indichino possibilità diverse, che ci aiutino a vedere un cigno verde, così che quello nero, quando arriverà, non sarà così sorprendente ed inaspettato e non ci coglierà così impreparati.

L’importante è non perdere tempo, avere chiari gli obiettivi aziendali e sapere che la crescita aziendale in tempi così complessi come quelli odierni, non può passare per la decisione del singolo, per la decisione del “più pagato nella stanza”

Crescita aziendale: problem solving

Le soluzioni ai problemi che scaturiscono da tavoli con approccio circolare, tavoli con determinate regole di interazione, che consentono a tutti di avere voce, di parlare per lo stesso tempo, di parlare seguendo un ordine e rendendo “fuorilegge” l’interruzione, consentono di portare altre prospettive. I risultati sono sorprendenti, impensabili.  E’ molto più che fare squadra, è molto più che problem solving.   Spesso è la premessa indispensabile per un processo di riorganizzazione aziendale. Nelle aziende in cui c’è l’abitudine ad approcci circolari, il turn over del personale non è un problema, la forza vendita è davvero “una forza” e tutto fluisce in un processo armonico che ha la forza della soluzione collettiva.

E’ Importante passare prima per l’identificazione della nostra mission, in modo da farne il carburante collettivo, il carburante che fornirà l’energia all’azione.

Poi, pian piano potremo mettere sui tavoli di approccio circolare, domande come “cosa rende il nostro prodotto unico?” “Cosa ci differenzia dalla concorrenza?” “Come possiamo assicurarci di produrre, spedire, fatturare, incassare in questi tempi?” “Come possiamo aiutare i nostri distributori a non avere problemi che poi si ribalterebbero su di noi?” “Come possiamo essere vicini ai clienti anche senza poter valicare il limite regionale?” “Cosa ci differenzia?” “Perché i nostri clienti dovrebbero scegliere noi piuttosto che un nostro concorrente?”

Naturalmente avere già sentito le domande, o essersele poste, non vuole affatto dire che tu abbia trovato la risposta e, per questo, serve un nuovo modello organizzativo, partendo da piccoli gruppi di esploratori, che contaminino l’ambiente aziendale con nuovi pensieri e che rendano possibile estendere il cambiamento su più larga scala.

Ogni azienda può avere un problema, può sbagliare qualcosa. Può capitare che la promessa non venga mantenuta. Non è questo il tema.

La differenza tra un’azienda e l’altra però si vede quando c’è un problema. La differenza è nel problem solving, cioè nel customer care.

Riassumiamo:

  1. Distogli la tua attenzione dal problema per trovare la soluzione: permetti alla tua parte inconscia di aiutarti
  2. Il tempo è tiranno: non rimandare ulteriormente
  3. Esistono altre prospettive possibili oltre alla tua: crea un ambiente che consenta di esprimersi
  4. Tutti gli individui hanno in sé la possibilità della soluzione: annaffiali

Il cambiamento è un processo che devi portare alla tua organizzazione, ma che prima deve avvenire in te.

Se sei pronto a fare questo cammino entusiasmante, chiamami e camminerò al tuo fianco, ti aiuterò a creare un team di esploratori che toglierà il calcare dai tubi in cui scorre l’energia vitale della tua azienda.

 

Autore: Rosa M. Mariani – rosam.mariani@pinksolution.it

Consulenza Strategica – Chief Digital Officer – Metodo Digital Building Blocks

Esperta nell’efficientamento di processi organizzativi e di vendita nel mondo dell’alluminio –

“Piantiamo il seme che,  se opportunamente innaffiato, genera sviluppo esponenziale”

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