Quando si parla di alcuni comportamenti, di corruzione, di malaffare, spesso si dice che – alle origini – quella determinata persona era piena di sani principi e che, dopo, l’esercizio del potere, abbia stimolato una innaturale ingordigia. Insomma, “l’occasione fa l’uomo ladro” e sicuramente c’è del vero.

Abbiamo tutti, o forse i più coraggiosi di noi, fatto l’esperienza di quanto sia più sicuro stare zitti anziché dire la verità. Far sentire la nostra voce, contrastare un’azione ingiusta o discriminatoria o non etica, comporta, quasi sempre, un prezzo ingiusto da pagare. Il silenzio preserva il nostro posto di lavoro, tutela il nostro vivere in pace nell’ambiente cui apparteniamo.

Questa sorta di esposizione alla corruzione però è, a mio modo di vedere, legato alla solitudine, a “quell’uomo solo al comando”, non nella concezione Salviniana, ma proprio dell’essere umano che, nato per fare comunità, è invece solo e frammentato dentro, senza un’anima che lo avvolga (né che lo abiti).

Potremo cambiare la natura del potere?

La vita si sta allungando e presto la popolazione oltre i 65 anni sarà di gran lunga la comunità più numerosa a livello mondiale. L’aver passato l’asticella della metà della vita conferisce una forza insospettata: non abbiamo più nulla da dimostrare, non abbiamo nulla da perdere, una certa solidità economica e abbiamo una montagna di conoscenze e sapere da condividere.

Se abbiamo anche la fortuna di essere curiosi, avremo anche la possibilità di creare nuovi circuiti di energia, di creare ponti tra il “vecchio” e il “nuovo”. In questa fase della vita, non ci sentiamo minacciati e le nostre relazioni, le reti che creiamo o di cui facciamo parte, sono prive di paura, tensioni, e di lotte per la predominanza. Vivono dell’energia che ci si scambia, nella passione del “fare” benefico, per il gruppo, per l’ambiente a cui apparteniamo, per la nostra industria, per il Paese, per le generazioni future. (Troppo? Beh, per quel che riusciamo, chi più, chi meno).

Insomma, è ora di alzarsi, di far sentire la nostra voce contro le ingiustizie, difenderci l’un l’altro, organizzarci perché la società in cui viviamo sia guidata dai valori, dall’onestà e dalla correttezza, dal guadagno per la collettività e non dallo smisurato tornaconto del singolo.

Nella vita mi sono dovuta prendere dei rischi parecchie volte e in qualche caso ne ho pagato il prezzo. Come donna, i contesti frustranti sono stati anche maggiori. Il pregiudizio è una costante in un mondo decisamente maschile: quello metalmeccanico, ma non solo.

In questa piccola nota vorrei invitare tutti a non avere paura di dire la verità quando, si sa, il silenzio è più sicuro, a non avere paura a fare la nostra piccola parte per cambiare la natura del potere.

Autore: Rosa M. Mariani – rosam.mariani@pinksolution.it

Consulente per l’industria dell’alluminio e per le industrie correlate |  Consulente Aziendale 4.0 | Temporary Manager & Chief Digital Officer | Metodo Digital Building Blocks | Esperta nell’efficientamento di processi organizzativi e di vendita | Engagement Manager grandi aziende e P.M.I. | Mentoring 1-2-1 |

Pubblicato su Linkedin 9 febbraio 2020