Professionalità e semplicità
Precisione e competenza. Mi piace rendere le cose semplici
Onestà ed integrità
Accetto incarichi solo quando posso dedicare il tempo necessario
contratto
Correttezza
La correttezza è alla base di ogni mia relazione
Rispetto e riservatezza
Tutti i dati e le notizie riguardanti l’azienda o personali sono per me riservati e coperti da segreto professionale.

In due parole

Mi occupo da sempre di rendere più efficienti i processi organizzativi e di vendita.  Negli ultimi anni ho però potuto costatare che, la consulenza, ha un effetto elastico. Alla fine del periodo in cui la consulenza viene erogata, pur nel coinvolgimento di tutte le maestranze legate al progetto in questione e dei vertici sommi, la situazione tende a tornare come prima del cambiamento organizzativo. Tende a tornare, cioè, come un elastico, nello stato in cui era prima che fosse stato tirato. A volte, non si riesce neppure ad avviare il cambiamento e ci si ferma allo stato dell’analisi.  Parallelamente ho potuto costatare che, nel rapporto da Mentore, invece, il cambiamento è plastico. Pur non portando direttamente un progetto e, a volte, pur sfiorando il tema solo lateralmente, alla fine del rapporto di Mentoring, il cambiamento avviene e permane. Questo è il motivo per cui ho deciso di abbandonare la frustrante consulenza per offrirmi come Mentore Aziendale.

Il rapporto di Mentoring è personale, non con l’azienda. La relazione si avvia su un problema specifico, su uno specifico stato presente di insoddisfazione della persona verso quel tema, ed è volto a a condurre ad uno stato desiderato.  Normalmente si parla di  6-10 incontri, con cadenza quindicinale, di 45 minuti (per un totale di 3-5 mesi).  Il Mentore utilizza  tecniche di problem solving e specifiche del mentoring, ma mette anche a disposizione  una vita di esperienza aziendale e una rete di conoscenze. 

L’obiettivo rimane sempre è quello di aiutare l’imprenditore o  il manager, a risolvere problemi di tipo organizzativo e di vendita. Nascosti nell’ampio tema organizzativo,  ci sono anche temi come l’organizzazione del tempo, la produttività e la delega, che sono tutti argomenti vastissimi, di grande importanza. Il metodo si prefigge di far sì, che i cambiamenti, dove possibile avviarli, siano duraturi.

Per decenni, a livello dirigenziale, in contesti multinazionali, ho ricoperto ruoli chiave in momenti di riorganizzazione aziendale e di turn around. Ho seguito in prima persona la progettazione di processi aziendali e lo sviluppo dei relativi strumenti di controllo.  Ho impostato le strategie in fasi di cambiamento, mi sono occupata della motivazione e della conduzione delle reti di vendita, dell’apertura di nuovi mercati, dello studio delle criticità e dello scioglimento dei nodi nevralgici, ma anche dell’identificazione di risorse umane idonee a specifici progetti.

Le competenze nel digitale, che ho acquisito nell’ultimo lustro, frequentando la community di Digital Building Blocks, ed acquisendone la metodologia, unite all’esperienza pregressa di produzione, qualità, certificazione, vendita e marketing, mi rendono  particolarmente adatta a fare da ponte di comunicazione tra il presente e il futuro delle P.M.I e a supportare le multinazionali.

Ad oggi posso dire che il ruolo di Mentore mi è particolarmente confacente è si è delineato, unitamente alla passione per la scrittura, come una vocazione personale.

E’ noto a tutti come spesso nelle aziende, le difficoltà, siano date da un modo di vedere le cose che mette confini che ci sono famigliari. Il mentoring è una attività che facilita il superamento di quegli ostacoli che spesso ci auto poniamo.

Il metodo che propongo è individuale, ma è possibile anche lavorare per creare, all’interno dell’azienda stessa, un Mentoring-Desk, fatto di dipendenti formati allo scopo, in cui sia possibile rivolgersi nel bisogno, nella difficoltà contingente, dando vita a un nuovo modello organizzativo.


Propongo un metodo

E’ importante considerare che, il mentoring, è soprattutto di aiuto ai ruoli apicali, quelli che abitualmente hanno poche occasioni per uno scambio aperto a causa del ruolo che devono mantenere, ma non solo.

Il mentoring agisce su due livelli: la competenza tecnica ed il network di una vita di lavoro che vengono messi a disposizione dal Mentore e agisce ad un livello sotteso, non esplicitato, ma che facilita lo sviluppo di  facoltà inespresse.

Gli imprenditori hanno bisogno di nuovi paradigmi organizzativi, hanno bisogno di operare con strumenti oggi disponibili, ma di cui non sanno nulla o quasi.

La vita umana prende senso nelle relazioni. Sono ormai molti gli studi che confermano questa affermazione. Antropologia, psicologia e neuro-scienze concordano su questo. E’ importante quindi portare il nostro agire ad essere consapevole, a far si di entrare nella relazione, non con quegli automatismi creati in quelle prime relazioni, coi i nostri care-giver di riferimento. E’ importante avere relazioni consapevoli.

Nella consapevolezza è possibile il cambiamento. Il Mentoring stimola un saper essere più consapevole, un saper agire anziché un re-agire.

Il mentore è un buon incontro e sappiamo che è in ambiti protetti che si trova la propria esistenza e la propria unicità. E’ in ambiti protetti che si può intuire la verità del proprio desiderio.

Il mentore per prima cosa è stato un buon incontro per se stesso e ha fatto esperienza della relazione di mentoring per primo. Non si porta nessuno dove non si sia già stati.

Il Mentore ha allargato la sua teoria della mente e quindi sa, che nella pazienza e nella presenza, il cambiamento è possibile. Il mentore ha piena fiducia verso se stesso e verso l’altro.

Nella relazione di mentoring ci si cala nella percezione della realtà dell’altro sospendendo ogni sorta di giudizio.

Il Mentore facilita la comprensione di concetti che a volte dimentichiamo:

  • non è saggio soffrire per ciò che non possiamo cambiare
  • gli altri non sono sotto il nostro controllo

La relazione di Mentoring guida da uno stato presente insoddisfacente ad uno stato desiderato, con accoglienza, pazienza e sospensione del giudizio.

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Avere un Mentore: un bisogno crescente

 

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